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Plusvalenza in caso di vendita di immobili ristrutturati con il c.d. "Superbonus"

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La legge di Bilancio 2024 (art. 1 co. 64-66 L. 30.12.2023 n. 213), inserendo all’art. 67 c.1. del TUIR la lettera b-bis), ha introdotto una nuova fattispecie oggetto di imposizione ai fini IRPEF nella categoria dei redditi diversi. Per effetto della novità normativa rientrano nella categoria dei redditi diversi  le plusvalenze realizzate dalla cessione di immobili sui quali sono stati realizzati interventi con il c.d. “Superbonus” , di cui all'art. 119 del DL 34/2020, che si sono conclusi da non più di 10 anni all'atto della cessione. Pertanto, per gli immobili sui quali siano stati eseguiti interventi che hanno fruito delle agevolazioni c.d. “Superbonus” viene  tassata la plusvalenza derivante dalla loro cessione che intervenga nei dieci anni successivi .  Non costituisce condizione di esclusione la circostanza che gli immobili fossero stati acquistati o costruiti da più di 5 anni. La formulazione letterale della norma è tale per cui, salvo interventi interpretativi successivi

Direttiva UE "Case Green"

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  Direttiva Energetica UE “Case Green” approvata dal Parlamento Europeo 3 giorni fa L’elemento più importante è che sono stati completamente rimossi dal testo le “classi energetiche minime da raggiungere” per gli edifici entro tempi stringenti (nella sua prima versione, la direttiva parlava di classe energetica E e poi D da raggiungere entro i1 2030 e il 2033), perciò, nessun obbligo per le famiglie italiane di efficientare le proprie case a stretto giro.   È previsto, invece, l’impegno a ridurre del 16% i consumi energetici entro il 2030, e del 20-22% entro il 2035 per arrivare nel 2050 alle zero emissioni. Obiettivi da raggiungere, però, nel rispetto dei piani messi a punto dai singoli Stati che avranno la possibilità di stabilire un proprio crono-programma intermedio e piani nazionali di ristrutturazione edilizia, con indicatori di progressi misurabili.   È inoltre previsto che: - dal 2028, gli edifici pubblici e, dal 2030 anche quelli residenziali “privati”, di nuova costruz

Stangata in arrivo per chi ha ristrutturato col Superbonus 110%: più tasse per chi rivende casa. Ecco come funziona e cosa c’è da sapere

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  Il provvedimento è inserito in un articolo della manovra. È destinato a entrare in vigore dal gennaio 2024 25 Ottobre 2023 Aggiornato alle  17:51 1 minuti di lettura (ansa) Stangata per chi ha ristrutturato case, ville, immobili con il Superbonus 110%. Nella bozza della  manovra  del governo –  che aumenta tutta una serie di tasse per fare cassa  – , c’è un punto importante e che riguarda chi ha usufruito delle agevolazioni dei bonus edilizi e che potrebbe diventare una vera e propria scure. Chi, dovesse vendere l’immobile prima dei cinque anni, infatti, si troverà costretto a pagare più tasse. Il provvedimento non riguarderà gli immobili ereditati e le prime case ma soltanto quelli ristrutturati prima di cinque anni dal termine dei lavori e inteso come seconda abitazione: i proprietari dovranno pagare le tasse su tutto il guadagno realizzato se ha optato per sconto in fattura o la cessione del credito. Le novità, contenute nell'articolo 18 della bozza di legge di Bilancio, in as

**Titolo: Benvenuti nella vostra nuova casa - Tasse sull'acquisto casa**

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 **Introduzione:** State per realizzare il sogno di una vita: l'acquisto della vostra casa ideale! Prima di aprire ufficialmente le porte alla vostra felicità, è importante essere informati sulle tasse che vi attendono. Siamo qui per aiutarvi a navigare attraverso queste informazioni cruciali, in modo che possiate affrontare questa nuova avventura con sicurezza e tranquillità. **1. Imposta di Registro:** Un aspetto fondamentale dell'acquisto di una casa è l'Imposta di Registro. Questa tassa varia in base al valore della proprietà e al luogo in cui si trova la vostra nuova dimora. La percentuale può essere significativa, quindi è essenziale conoscerne l'entità e pianificarne l'inclusione nel vostro budget. **2. Imposta Ipotecaria:** L'Imposta Ipotecaria è un altro onere fiscale da tenere in considerazione. Questa tassa si applica se si decide di finanziare l'acquisto della casa tramite un mutuo ipotecario. Le percentuali variano e possono dipendere da diversi

ℹ️ 𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 è 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲 𝗹'𝗮𝗳𝗳𝗮𝗿𝗲 è 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮

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  Occorre sottolineare che la mediazione immobiliare deve riguardare affari specifici e determinati, non una serie indefinita di affari né tutti i possibili affari tra due parti. Pertanto, affinché sorga l'obbligo di pagare la provvigione, deve esistere una sostanziale identità tra l'affare concluso dalle parti e quello che è stato oggetto dell'attività svolta dal mediatore. Tuttavia, non sempre è semplice determinare con certezza se tale identità sia presente nella pratica. Spesso accade che le parti, al fine di evitare di pagare la provvigione al mediatore, cercano di stipulare un contratto diverso da quello originariamente richiesto al mediatore. In tali casi, se esiste una differenza formale tra l'affare intermediato e quello concluso, è lecito presumere che le parti abbiano agito in modo malizioso per eludere il diritto del mediatore alla provvigione. Nonostante la differenza formale, il diritto del mediatore alla provvigione rimane valido, poiché persiste anche il

𝗦𝗽𝗲𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗮: 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗮

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  Costi di verifica di conformità urbanistica, regolarità catastale e agibilità dell’immobile. Uno necessario è l’APE (Attestato di Prestazione Energetica), rilasciato da un tecnico abilitato 400 € circa. 𝗟𝗲 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗮 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝟱 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗼 Con una plusvalenza, occorre pagare la tassazione ordinaria Irpef (dal 23% al 43% in base agli scaglioni di reddito) oppure si può optare per l’imposta sostitutiva al 26% che verrà incassata dal notaio quale sostituto di imposta per versarla all’Erario. Inoltre, le agevolazioni andranno perse e si dovranno versare le imposte non pagate al primo rogito, oltre agli interessi: per esempio nel caso di un nuovo immobile adibito a prima casa entro un anno di tempo. 𝗟𝗲 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 Oltre 5 anni non va corrisposto alcun pagamento sulla plusvalenza; se comprata da meno di 5 anni, la plusvalenza generata dall

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𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗕𝗕𝗟𝗜𝗚𝗛𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗣𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔𝗥𝗜𝗢

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𝙖𝙥𝙥𝙖𝙧𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙞𝙣 𝙗𝙪𝙤𝙣𝙤 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙤, ovvero privo di vizi o difetti che ne impediscano o diminuiscano l’idoneità al godimento da parte del conduttore; 𝙢𝙖𝙣𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙡𝙤 𝙞𝙣 𝙪𝙣𝙤 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙞𝙙𝙤𝙣𝙚𝙤, con l’obbligo di provvedere alle necessarie riparazioni; 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗳𝗳𝗶𝘁𝘁𝘂𝗮𝗿𝗶𝗼❟ 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗴𝗼𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗺𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗲, in particolare nell’ipotesi che un terzo pretenda di avere diritti sulla stessa. Non si può affittare un immobile privo di abitabilità o dei servizi essenziali. 𝗟’𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮, come ad esempio la sostituzione degli impianti rotti o la tinteggiatura delle pareti, la riparazione di un elettrodomestico (se si tratta di appartamento ammobiliato) o della caldaia, ecc.; 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮 di elevato valore: tipo le corde delle tapparelle usurate dall’u

𝗧𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗴𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟯

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Il bonus verde 2023 permette di beneficiare di una detrazione del 36% su un totale di spese complessive non superiori a 5.000 euro per ogni unità immobiliare. Le spese detraibili sono quelle relative alla sistemazione a verde di aree scoperte private, comprese: le pertinenze, le recinzioni, gli impianti di irrigazione, la creazione di pozzi, ed infine le coperture a verde e i giardini pensili. Inoltre, è possibile detrarre con il bonus verde 2023 anche recinzioni, prato sintetico, spese di progettazione e manutenzione. Approssimativamente, il risparmio ammonta a circa 1.800 euro. 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗲𝘁𝗿𝗮𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶? manutenzione ordinaria, non sostenendo alcuna innovazione; acquisto di attrezzature specifiche: pale, picconi e tagliaerba; interventi lavorativi da parte del proprietario. 𝗕𝗼𝗻𝘂𝘀 𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟯❟ 𝗿𝗲𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗹𝗼 Il bonus verde 2023 può essere richiesto senza specifici requisiti ISEE, avendo la det

𝗕𝗼𝗻𝘂𝘀 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮❟ 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘃𝗶𝘁à 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮: 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼

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  Il Decreto Milleproroghe 2023, ha allungato i termini per mantenere le agevolazioni prima casa con una nuova proroga. Sono slittati i termini per il trasferimento della residenza della propria abitazione, 𝗱𝗮 𝟭𝟴 𝗮 𝘂𝗻 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝟯𝟳 𝗺𝗲𝘀𝗶; riacquistare la casa dopo l’alienazione dell’immobile acquistato con il bonus prima casa, e completare il passaggio di proprietà, da un anno a un massimo di 2 anni e 7 mesi. Infine slittano anche i termini per ottenere un credito d’imposta, in caso di riacquisto dell’immobile, a favore del nuovo acquirente, se di una prima casa, entro un anno. L’𝗮𝗴𝗲𝘃𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 per l’acquisto della prima casa consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione in presenza di determinate condizioni. La prima condizione impone di trasferire la propria residenza nell’immobile acquistato come casa di abitazione entro 19 mesi dall’acquisto. L’agevolazione comporta una riduzione delle imposte di registro, ipotecarie e cat